2026 · ANNO DELLA TENACIA

Coordinamento Interno

Proroga del divieto di comando al Ministero dell’Interno: una misura inefficace che penalizza il personale civile

2026 – Anno della Tenacia

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Passato il 2025, ci si attendeva la definitiva chiusura del capitolo relativo al divieto di comando del personale dell’Amministrazione Civile dell’Interno presso altre amministrazioni.
Invece, a pochi giorni dalla fine dell’anno, la questione si ripropone con l’articolo 2 del cosiddetto
Decreto Milleproroghe 2026 (DL 200/2025), approvato dal Consiglio dei Ministri e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2025, che proroga tale divieto fino al 31 dicembre 2026.

La norma modifica l’articolo 8, comma 18, del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19 (convertito dalla legge 29 aprile 2024, n. 56), sostituendo il termine “31 dicembre 2025” con “31 dicembre 2026”, confermando così il divieto di comando del personale civile del Ministero dell’Interno presso altre pubbliche amministrazioni.

Si tratta, di fatto, di una riproposizione del contenuto del cosiddetto Decreto PNRR Quater, che, nel prevedere risorse e obiettivi legati all’attuazione del PNRR, introduceva tale vincolo con l’intento di trattenere personale ritenuto essenziale per le “missioni” del Ministero dell’Interno, evitando fuoriuscite verso altre amministrazioni.

Tuttavia, l’esperienza del 2025 dimostra chiaramente l’inefficacia di tale misura. Molti dei neoassunti hanno lasciato l’Amministrazione dell’Interno avendo partecipato e vincendo concorsi che prevedevano l’opportunità di fare più scelte presso altri enti, aggirando di fatto il divieto.

Il risultato concreto di questo divieto è stato soltanto quello di creare una palese disparità di trattamento rispetto al personale degli altri ministeri, senza arrestare il fenomeno dello spopolamento, aggravato da numerosi pensionamenti.

Il divieto di comando si inserisce, inoltre, in un contesto già fortemente penalizzante: difficoltà nell’accesso allo smart working e al coworking, ostacoli alla mobilità interna, scarse possibilità di carriera, risorse esigue per la valorizzazione economica del personale. Tutto ciò rende il Ministero dell’Interno sempre meno attrattivo e accentua differenze di trattamento anche tra dipendenti della stessa Amministrazione, colpendo in particolare il personale dell’Amministrazione Civile che opera negli uffici di Polizia.

La situazione è seria e richiede risposte immediate. Le soluzioni esistono: ad esempio procedure più snelle per favorire l’ingresso di personale motivato nelle strutture del Ministero dell’Interno (comandi in ingresso); un reale e diffuso accesso allo smart working e al coworking, strumenti ormai imprescindibili per conciliare vita lavorativa e personale e migliorare il benessere organizzativo.

Il Coordinamento Interno di Confintesa FP ha già rappresentato al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, le profonde preoccupazioni che gravano sul futuro dell’Amministrazione e del suo personale.

Assistiamo con crescente apprensione a una situazione di stallo che compromette la programmazione e lo sviluppo del Ministero https://interno.confintesafp.it/futuro-del-ministero-dellinterno-preoccupazioni-e-appelli-per-una-ripresa-strategica-ministro-incontriamoci/   

Restiamo in attesa di un confronto sui temi più urgenti che interessano il personale civile dell’Interno e continuiamo a porre una domanda alla quale non vengono date risposte credibili:
“se questo personale è davvero così essenziale da giustificare un divieto normativo ai comandi, perché continua a essere sistematicamente penalizzato?”

Sono ora in corso i 60 giorni per la conversione in legge del DL 200/2025. Senza una presa di posizione forte e consapevole del personale, questo ennesimo provvedimento rischia di consolidare una situazione di immobilismo che rende i lavoratori ostaggio di scelte inefficaci e ingiuste, ostaggi del Ministero dell’Interno.

⇓ inoltre…

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