QUESTO CONTRATTO “NON S’HA DA FARE”

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Si è svolto il primo vero incontro con l’Amministrazione sul nuovo Contratto Integrativo (che ricomprende tra l’altro, le norme di prima applicazione e le famiglie professionali) e sull’assunzione di 400 Funzionari Amministrativi – tramite scorrimento della vigente graduatoria RIPAM – e che faranno parte dei presidi territoriali unitari per il supporto delle attività degli enti locali collegati con i progetti del PNRR.

Su questo secondo punto, ricompreso nello schema di DM per la ripartizione della nuova dotazione organica del Personale dell’Amministrazione Civile, non dimentichiamo che, quando ci fu prospettata la nuova ripartizione del personale fra i profili professionali delle tre aree funzionali, intuimmo subito che questa operazione avrebbe avuto risvolti sulla previsione dei passaggi tra le aree.

Infatti nell’incontro ci è stato confermato: l’assunzione dei nuovi 400 funzionari amministrativi non consentirà passaggi tra le aree, così come invece tutti si stanno aspettando, e saranno destinati alle Prefetture -UTG per le necessità dell’Ufficio antimafia ai fini dei controlli collegati al PNRR e non alla copertura del sott’organico.

Per quanto riguarda la nuova classificazione di aree e famiglie proposta dal Ministero, bozza che è stata sottoposta in fretta e furia in vista di questo incontro, non sembra emergere chiaramente quanto stabilito nel CCNL Funzioni Centrali circa l’introduzione della “famiglia professionale” e la nuova ripartizione in 4 aree.

Come abbiamo già avuto modo di precisare, il concetto di famiglia professionale deve abbracciare trasversalmente tutte le quattro aree per dare una vera progressione di carriera per tutti: non si tratta di specificare semplicemente le mansioni, ma di tracciare un percorso vero di crescita per ciascun dipendente, valorizzando finalmente anche la professionalità acquisita. Tutti dalla prima alla quarta area devono avere un percorso che li porti verso l’alto che, tradotto in altri termini, significa più stipendio e più pensione oltre al recupero della nostra dignità.

Inoltre, diventa fondamentale che si applichino le norme per le quali in questa fase si potrà consentire il passaggio degli apicali di area 1 ed area 2 nell’area successiva, tra l’altro a costo zero, e percorsi di carriera interni facilitati.

Ma pare che anche su questo ci sia comunità di intenti tra l’Amministrazione ed i sindacati che sono stati incontrati prima di noi, ai quali sembra piacere la bozza “caduta dall’alto”, tranne che in alcuni punti delle nuove declaratorie.

Sull’impianto attuale proposto dall’Amministrazione, dunque, non ci troviamo proprio d’accordo!

La famiglia professionale rappresenta una innovazione senza precedenti che ci restituirebbe una dignità calpestata nel tempo e l’applicazione delle norme che consentono i passaggi degli apicali ed i percorsi interni facilitati devono partire subito ed essere inclusi nell’integrativo e non “se ne parla dopo”!

Questa è l’occasione che aspettiamo da tempo! Finalmente riconoscere la nostra professionalità e la nostra esclusività di funzioni in un ministero dove siamo l’ultima ruota del carro: tutte le altre componenti (prefettizi, poliziotti, vigili del fuoco etc) sono ben delineate, mentre noi siamo “utilizzati” all’abbisogna!

Colleghi non rimanete indifferenti, ma chiamate il vostro sindacato di riferimento perché vi chiarisca la posizione su questa fondamentale partita che potrebbe significare una svolta positiva in termini di carriera e stipendio (e pensione..). Il sindacato lotta accanto ai lavoratori, non al posto dei lavoratori.

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One Response to “QUESTO CONTRATTO “NON S’HA DA FARE”

  • anna patrizia cascarano
    2 anni ago

    Che è uno schifo solo oneri , alla fine della mia carriera vorrei che mi venisse riconosciuto quello che mi spetterebbe di diritto , visto che ho fatto un regolare concorso nel 1989 dove era prevista la laurea specialistica in economia e unitamente ai colleghi prefettizi un corso di 6 mesi presso la ssai a roma . , mi sono resa conto in questi anni che la competenza non paga e avere dei titoli genera fastidio. punto