L’ELEMOSINA DEI PASSAGGI CON I SOLDI DI TUTTI

In cambio della svendita della professionalità

Sono passati, ormai, più di 20 anni da quando le delegazioni sindacali di CGIL, della CISL e della UIL, in audizione alla Camera e al Senato, dichiararono che il Personale Civile del Ministero dell’interno non aveva alcun problema ad essere privatizzato (lo scriviamo in breve, ma questo era il succo). Allora non esistevamo ancora e, da semplici dipendenti, reagimmo a quello scempio dando vita a questo sindacato.

E, da allora, il Personale Civile è stato preso in giro con riqualificazioni farsa, titoli di laurea presi al mercatino della San Pio V inestensibili a qualsiasi altro utilizzo, atti coevi, “passaggi in diagonale” e, per ultimo, i passaggi di posizione economica.

Il tutto transitando dalla “abolizione” della qualifica di Direttore, sostituita da quella di “Funzionario” per una equiparazione nominalistica di qualche dirigente sindacale appartenente agli stessi schieramenti delle audizioni di cui sopra, partito da una qualifica informatica.

Venti anni in cui, con questi miraggi subito economicamente vanificati dall’aumento del costo della vita, abbiamo dimenticato la nostra Specialità di Funzione, quella per la quale fummo istituiti come Amministrazione Civile dell’Interno, con funzioni speciali, di supporto alle competenze svolte dalle Prefetture e dalle Questure.

Abbiamo perso occasioni, inseguendo passaggi inconsistenti, dimenticato di coltivare, pretendere e ottenere una professionalità, abbagliati da pochi soldi e da passaggi facili, ottenuti quasi sempre usando le risorse del FUA, come si chiamava allora, ovvero ridistribuendo quello che era già nostro, e innescando una gara tra poveri, che ci ha distolto da obiettivi più grandi.

Abbiamo dimenticato chi eravamo e perché fummo assunti.

Ora siamo all’alba dell’ennesima presa in giro: 4800 passaggi con i soldi del personale, spacciati come un grande successo “Avanti tutta!”.

La difesa della nostra Specialità doveva passare da una elevazione professionale, dalla introduzione di nuove tecnologie da applicare a tutte le procedure, coinvolgendo tutti, dalla I alla III Area, in modo da rivendicare sostanzialmente, e non solo a parole, quella Specialità che ci hanno strappato con quattro chiacchere e promesse di carriera, seppellita da tanti annunci di falsi traguardi.

E così, continuiamo ad essere sempre più sostituibili, sia dal personale di Polizia, che viene inquadrato con profili professionali sempre più simili ai nostri, sia attraverso l’assunzione di interinali che, per vedersi stabilizzati, sono disposti a fare qualsiasi mansione, a prescindere da quella per la quale sono stati assunti.

La reale professionalità, a conferma della Specialità di Funzione, è l’unica strada per uscire dal tunnel.

Non facciamoci abbindolare da premi e promesse messi in piedi con i nostri soldi, e sempre in vista della prossima campagna elettorale per le RSU.

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